Su La Spezia, e non solo


Pordenone, 17 gennaio 2026

Su La Spezia, e non solo

Buongiorno a tutte e a tutti.

Questa mattina sento il bisogno di rivolgermi all’intera comunità del Kennedy – studenti, docenti, personale – dopo il fatto gravissimo avvenuto ieri in una scuola di La Spezia, dove uno studente è stato accoltellato da un altro studente all’interno di un luogo che dovrebbe essere, per sua natura, spazio di cura, di crescita, di protezione.

È terribile anche solo pensarlo. È terribile perché la scuola è il luogo in cui affidiamo ciò che abbiamo di più prezioso: le persone, le relazioni, il futuro. Ed è terribile perché eventi come questo ci lasciano disarmati, quasi impotenti: vorremmo cancellarli, vorremmo che non fossero mai accaduti, ma sappiamo che non è possibile.

Di fronte a fatti così, la tentazione è chiudersi o cercare risposte semplici a problemi che semplici non sono. E invece credo che l’unica cosa che davvero ci è data sia continuare, giorno dopo giorno, a lavorare dentro la comunità e dentro noi stessi.

Continuare a costruire relazioni di pace. Continuare a imparare a parlarci davvero: di come stiamo, di ciò che sentiamo, delle emozioni che a volte non sappiamo nominare e che, se non ascoltate, possono trasformarsi in rabbia o violenza. Educare le emozioni non è un compito secondario: è parte essenziale del diventare persone adulte e responsabili.

Lo diciamo spesso, e oggi più che mai vale la pena ribadirlo: il primo obiettivo della nostra scuola è formare delle brave persone. Persone competenti, certo, ma prima ancora persone capaci di rispetto, di parola, di ascolto, di responsabilità verso gli altri.

Nei prossimi giorni ci sarà l’assemblea d’Istituto dedicate alla giornata del rispetto, cui molti di voi hanno lavorato con passione: sarà un ulteriore possibilità per una riflessione condivisa su ciò che è accaduto e su ciò che ciascuno di noi può fare per rendere la scuola un luogo più umano.

E per chi lo desidera, questa riflessione potrà anche partire da una domanda più profonda, che attraversa la storia della civiltà: come custodire la vita dell’altro, come rispondere al male senza riprodurlo, come scegliere ogni giorno la via della responsabilità e della pace.


La scuola non può impedire tutto il male. Ma può scegliere, ogni giorno, da che parte stare. Noi scegliamo di stare dalla parte della parola, della relazione, della cura, della crescita.
Come scrive Cormac McCarthy in un bellissimo passaggio de
La strada, “I buoni sono fatti così. Insistono sempre. Non si arrendono mai”.

Piangiamo per la giovane vita che si è spenta e continuiamo a non arrenderci.



                                                                            IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                            Piervincenzo Di Terlizzi