Dantedì: si riconferma l’appuntamento al Kennedy
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Il nostro Istituto ha celebrato nuovamente il Dantedì, aprendo la giornata con una riflessione collettiva che ha sottolineato come il viaggio immaginario di Dante, iniziato proprio un 25 marzo di sette secoli fa, appartenga ancora a tutti noi. Questo momento introduttivo ha evidenziato come lo smarrimento nella "selva oscura" rappresenta la condizione universale di chiunque si trovi, in un momento della propria vita, a dover scegliere una direzione senza avere risposte immediate.
L'obiettivo centrale dell'iniziativa è stato quello di proporre una ‘’racconto in movimento", capace di uscire dalla staticità dei libri di testo e farsi strada fisicamente in ogni aula.
I nostri studenti del triennio, divisi in gruppi e coppie, hanno recitato i versi della Divina Commedia nelle varie classi dell’istituto. Attraverso queste letture condivise e parafrasi che hanno saputo sposare il rigore letterario con la creatività, la figura del Sommo Dante è stata attualizzata, rendendo i suoi versi strumenti vivi per interpretare il presente.
Il cammino attraverso i versi si è concluso con l'auspicio più alto che la letteratura può offrire, racchiuso nei celebri versi finali dell'Inferno:
Lo duca e io per quel cammino ascoso intrammo a ritornar nel chiaro mondo; e sanza cura aver d’alcun riposo, salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle.
Un messaggio che ribadisce l'importanza della cultura come luce necessaria per superare ogni "oscurità" e guardare con fiducia al futuro.
Un sentito ringraziamento va alle docenti referenti del progetto, le Prof.sse Artich, Console Pentrelli e Magoni, che insieme al dipartimento di Lettere, hanno spronato ancora un’altra volta i nostri studenti a cercare la ‘’bellezza letteraria’’ nella quotidianità.
Nosrat Zakaria 3ACM
